Cenni Storici    Il Castello    La chiesa    Luoghi caratteristici e altri monumenti

Il toponimo, menzionato già in cronache altomedievali come " fudus Lardarium o Lardarii " , deriva secondo alcuni studiosi da un suffisso personale romano unito all'aggettivale -acus , secondo altri, dal termine dialettale " lardera " ( terreno argilloso e paludoso ), oppure, secondo altre ipotesi ancora da " Largolago " , in riferimento all'ampia ansa che, nei pressi del suo territorio, era formata dal corso dell'Olona. Già nel XI sec. figura tra i  possessi del Monastero agostiniano di S. Pietro in Ciel d'Oro di Pavia ed è descritto come un complesso formato dal castello, chiesa, mulino ed osteria ( quest'ultima tuttora esistente ). Nel 1154, nei pressi del borgo, si svolsero i combattimenti che videro su schieramenti opposti Milanesi e Pavesi alla vigilia della dieta di Roncaglia convocata da Federico Barbarossa. Un'antica cronaca narra che nella notte successiva alla battaglia i soldati milanesi accampati nei pressi di Lardirago si siano dati alla fuga spaventati dal fortuito abbattimento di un padiglione del loro accampamento, lasciando campo libero al saccheggio da parte dei Pavesi. Alla fine del XVI sec., Antonio Michele Ghislieri, papa Pio V, destinò il territorio di Lardirago al Collegio Ghislieri da lui fondato a Pavia nel 1567, e che, ancora oggi, conserva la proprietà del Castello.

Il Castello, posto su un'altura che si affaccia sull'Olona, sorge fra la strada provinciale Pavia-Melegnano e la deviazione che conduce al centro abitato, appena oltrepassato il nuovo ponte sull'Olona.
Risale alla prima metà del XIV sec. ed ha subito distruzioni e rifacimenti nei secoli successivi. L'ingresso alla fortezza è fiancheggiante da due torri, oltre le quali si apre, dopo una porta ad arco acuto, un ampio cortile che si affaccia sull'edificio principale. Nel cortile d'onore si conservano ancora alcune interessanti bifore e il portale in cotto dell'antico oratorio. L'intero complesso, ancora oggi di proprietà del Collegio Ghislieri ( tel. 0382/22231 ).

Battaglia di Lardirago (o della Vernavola)

Poco prima della Dieta di Roncaglia, convocata da Federico I Barbarossa allo scopo di definire la situazione in Italia, si accese l'ennesima guerra fra Milano e Pavia.

Federico I Barbarossa.

All'inizio di agosto del 1154 l'esercito milanese, rinforzato da truppe comasche e lodigiane, mosse contro Pavia, accampandosi presso Lardirago. A questo punto i Pavesi decisero di impegnare il combattimento. Gli scontri durarono nel corso di tutta la giornata, ma l'esito non fu decisivo. Al termine della battaglia le truppe pavesi si ritirarono in città, quelle milanesi e i loro alleati presso il campo di Lardirago. Secondo quanto riportato dalle cronache, nel corso della notte uno dei padiglioni fu smontato producendo un grande frastuono. Non sapendo cosa stesse succedendo e temendo un attacco di sorpresa da parte dei Pavesi, i Milanesi si ritirarono disordinatamente, abbandonando le armi e i rifornimenti. Il bottino caduto nelle mani dei Pavesi fu calcolato pari a un valore di cinquemila libbre d'argento.